Prezzo valore e saldo successivo all’atto pubblico


Prezzo valore e saldo successivo all’atto pubblico (Risoluzione n. 53/E del 20 maggio 2014 Agenzia delle Entrate)


Accertamento prezzo valoreCon la Risoluzione  n° 53/E  dell’Agenzia delle Entrate   è stata data  risposta ad un quesito di un contribuente, andando a chiarire un aspetto importante del cosiddetto meccanismo del “prezzo-valore”.

Ai fini dell’applicazione del “prezzo-valore e della relativa tassazione è necessario che le parti, aventi diritto, rendano in atto un’apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà recante l’indicazione analitica dell’importo versato e delle modalità di pagamento del corrispettivo.

In mancanza di detta dichiarazione l’Amministrazione finanziaria può intervenire e sottoporre ad accertamento di valore l’immobile oggetto del trasferimento, nonché disapplicare la tassazione agevolata.

Il problema nasce nel caso in cui le parti abbiano previsto il pagamento del saldo del prezzo successivamente al rogito notarile, non risultando per loro possibile fornire gli estremi di quei pagamenti che non sono stati ancora effettuati alla sottoscrizione dell’atto pubblico.  

Ad esempio negli atti cosiddetti con patto di riservato dominio” o comunque con pagamento dilazionato, garantito o meno da ipoteca legale.  Vedi Riscaffitto SlowBuy "Comode Rate"

Molti sono gli atti di compravendita immobiliare in cui non avviene il saldo prezzo, posposto ad un dato termine o ad una data evenienza.

In questo caso, chiedeva il contribuente,  si può applicare il beneficio del “prezzo valore”?

Il quesito posto è di una certa rilevanza in quanto la violazione dellobbligo di dichiarare in attooltre al valore effettivo della vendita, anche gli estremi dei pagamenti comporta:

  • La sanzione amministrativa da 500 a 10.000 euro ai fini dell’imposta di registro;
  • L’assoggettamento dell’atto alla procedura di accertamento di valore
  • La sanzione di natura penale per dichiarazione mendace
  • La disapplicazione della norma agevolata

L’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che la tracciabilità possa essere pretesa solo in relazione a quei pagamenti che sono già stati effettuati alla data della sottoscrizione dell’atto pubblico.

Per quanto concerne i pagamenti rinviati ad un momento successivo rispetto al perfezionamento degli atti di cessione di diritti immobiliari, l’obbligo può essere assolto fornendo sempre in atto gli elementi utili alla loro identificazione in termini di:

  • Tempi
  • Importi
  • Modalità di versamento del saldo del prezzo

Queste indicazioni, peraltro, vengono riportate a tutela delle parti in quanto disciplinano le modalità ed i tempi dell’incasso del residuo prezzo.

In presenza di tali indicazioni l’Agenzia delle Entrate ha escluso che possa essere irrogata la sanzione amministrativa e la correlata sanzione dell’assoggettamento dell’atto alla procedura di accertamento, con sostanziale disapplicazione del regime del “ prezzo-valore“.

 

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tratto dagli studi del centro ricerca Domoforum          
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