L'acquirente non paga le spese per la redazione del compromesso


Chi paga le spese per la redazione del compromesso?

L'acquirente non è tenuto a corrispondere le spese per la redazione del Compromesso consistenti nel compenso al Commercialista che si era occupato della redazione del contratto preliminare a ciò incaricato dal venditore.

Così ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 8886 depositata il 16 aprile 2014


Il fatto

Un Commercialista, avendo ricevuto l'incarico di redigere un contratto preliminare di compravendita immobiliare da un suo cliente, nella specie il venditore, ritenuto che tale incombenza fosse di competenza dell'acquirente in quanto, ai sensi dell'art. 1475 C.C. «le spese del contratto di vendita e le altre accessorie sono a carico del compratore, se non è stato pattuito diversamente» presentò una parcella di € 6.000 che il compratore si rifiutò di pagare.

Il commercialista  il 15 gennaio 2004 ottenne da un giudice un decreto ingiuntivo nei confronti dell'acquirente dell'immobile, a cui intimava il pagamento della somma di  6mila euro a titolo di «prestazioni professionali connesse alla redazione di un contratto preliminare di compravendita».

Il Tribunale in primo grado aveva rigettato il ricorso in opposizione promosso dall'acquirente, la Corte d'appello l'aveva invece accolto, dando così ragione all'acquirente.

In materia di compenso al commercialista per la redazione del contratto preliminare, per «spese accessorie alla compravendita» si intendono solo quelle necessarie alla conclusione della compravendita immobiliare e non quelle relative alle attività che lo precedono, come ad esempio quelle per il "compromesso".

Quindi, queste spese non possono essere accollate all'acquirente.

Questa la conclusione a cui è giunta la Corte di Cassazione con la sentenza n. 8886 depositata il 16 aprile 2014.

Il ricorso in Cassazione era stato presentato dal Commercialista contro la Sentenza della Corte di appello di Trento, (sezione distaccata di Bolzano) del 17 marzo 2008.

Al centro della disputa, la corretta interpretazione dell' art. 1475 C.C.  del Codice civile, per il quale «le spese del contratto di vendita e le altre accessorie sono a carico del compratore, se non è stato pattuito diversamente».

Secondo il Commercialista ricorrente in Cassazione, la Corte d'appello avrebbe dovuto accollare le spese relative alla redazione del contratto preliminare al futuro acquirente.

Questo per il modo in cui era stata interpretata la clausola riportata dal medesimo contratto preliminare, che recitava, come molto spesso avviene anche nei moduli prestampati, «tutte le spese, imposte e diritti che derivano dal presente atto vengono sopportate dalla parte promittente acquirente» perché, escludendo l'applicazione dell'articolo 1475, si sarebbe dovuta riferire alle «sole spese future».

Il principio ribadito dalla Cassazione ha escluso dalle spese necessarie alla conclusione della compravendita quelle inerenti la predisposizione, da parte di un terzo, di un «preventivo testo di contratto preliminare il cui incarico, nel caso di specie, era stato conferito dal promittente venditore che, perciò, rivestiva la qualità di effettivo committente dell'opera professionale compiuta dal professionista».

La sentenza ha confermato il precedente orientamento giurisprudenziale della Corte.

Nel dispositivo vengono citate  la sentenza di Cassazione 2078 del 1978  e la  843 del 2007 in tema di conclusione del contratto e le sentenze 7307 del 2000 e 19596 del 2004 in materia di incarico al professionista.




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