In Italia è Crisi o Bolla Immobiliare?

In Italia non c’è “la Bolla Immobiliare”, ma un periodo di ciclica diminuzione delle vendite, dovuta soprattutto a problemi finanziari e non economici.

In Italia, tranne limitati casi di ridotte dimensioni, non si è costruito a dismisura. Per il futuro bisognerà fare ancora più attenzione al risparmio del suolo ed al recupero dell'esistente, ma non vi sono stati gli eccessi di Miami o di Marbella.

La pianificazione urbanistica (Piani regolatori)  è una realtà ormai ultracinquantennale in Italia, cosa che ha permesso uno sviluppo meno disordinato moderando la produzione e quindi contenendo e programmando l’offerta reale.

L’eccesso di offerta non è causato da eccesso di produzione ma dal calo del numero di richieste e di compravendite.

In un mercato  caratterizzato da una forte caduta delle vendite e  da una moderata  discesa dei prezzi, i venditori paiono tuttavia ancora determinati a “non mollare”, fiduciosi in una prossima ripresa  e rassicurati dalla assenza in Italia di reali “Bolle Immobiliari”  come quelle causate dai  dissennati eccessi di edificazione  nelle coste  atlantiche degli Usa e in quelle mediterranee  della Spagna.

L’esigenza di acquistare o cambiare  il proprio immobile o di incrementare il patrimonio permane oggi insoddisfatta ed è ancora forte, ma è come “sospesa” per la difficoltà di accesso al credito e per una ritrosia a chiederlo,  in attesa di rasserenamenti del tempestoso fronte finanziario.

Ecco quindi comparire  varie formule  che, nella latitanza e difficoltà del credito bancario,  permettono di soddisfare chi  intende vendere senza  svendere ed è disponibile ad agevolare  fortemente l’acquisto  con modalità che permettano al compratore  di affrontare serenamente il percorso verso il rogito, consapevole delle  proprie forze reddituali attuali e  della  propria   capacità di accumulo,  rinviando a tempi migliori il ricorso al credito bancario.